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Betegâ

Ai giorni nostri risulta essere inserito alla voce del verbo “vaffanculare”, cioè quel dialogo stizzoso tra due o più individui e che di solito si conclude in rissa. Ancora una volta non possiamo dimenticare Calvo Pepàsh, il cui cognome ne denota, appunto, l’asprezza del carattere. Ma non solo di questo si tratta, poiché quando perde la pazienza inizia a “betegâre”; è questo un fenomeno tutt’altro che raro e si manifesta quando il cervello va più forte della lingua e le parole s’attorcigliano in bocca perché ognuna pretende d’avere la precedenza.

È un’imperfezione degli organi vocali dovuta all’ingrumamento accelerato e che la scienza medica definisce quale balbettamento. Un grumo che per districarsi, come nel caso del nostro amico, impiega anche un paio di settimane. E questo spiega perché i soggetti difettosi sono sempre di pessimo umore.

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