Vi scrivo dalla villeggiatura (si dice ancora così ?) e piove.

Al mare i temporali estivi sono affascinanti ma pericolosi. Tutti che tirano su dalla spiaggia i loro “quattro stracci” e scappano, chi avvolto dal asciugamano, chi con lo zaino in testa come profughi, come zingari, come indigeni dell’Amazzonia mentre la foresta brucia.

Si scappa in questo mondo di uomini soli al comando.

La fuga però comincia a non avere più senso.

Ovunque tu vada c’è sempre qualche stronzo pronto a riceverti con il suo temporale d’odio, con il suo incendio di cattiveria.

Bisognerà che si cominci ad affrontare le avversità con un po’ di coraggio nei luoghi in cui ci si trova.

“Non può piovere per sempre”.

Io resto qui. E voi ?

 

Hunter Viniskia

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