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Narigiàtt

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In genere si dice di un bambino che nella foga del gioco si dimentica di soffiarsi il naso e si libera del “moccio” usando la manica, come ha visto fare da quelli più grandi. Narigiàtt e moccioso sono sinonimi, solo che il primo usa un accorgimento da persona educata, mentre il secondo spazzola il tutto con la lingua. Tra i due vi è un’altra significativa differenza: Il primo è, tutto sommato, un ingenuo. Il secondo invece è un arrogante che da del tu anche agli adulti in quanto autosufficiente in termini di alimentazione.

Vi è d’aggiungere, inoltre, che il narigiàtt un fazzoletto ce l’ha ed è quasi sempre pulito; l’altro invece il fazzoletto non ce l’ha poiché l’ha venduto per andare a mangiare in trattoria, almeno una volta.

Per il resto sono identici: straccioncelli sicuri di saperne una più del Diavolo e quando non la sanno dicono che non è vero e, con un’alzata di spalle, ritornano alle loro precedenti occupazioni.

Come è emerso da recenti ricerche sociologiche a carattere nazionale il 20% dei narigiàtt accede a una occupazione stabile, il 37% frequenta il precariato mentre il rimanente vive tranquillamente in casa dei genitori,

Totalmente diversi, e preoccupanti, sono i risultati relativi ai “mocciosi”. Solo l’11 % ha ottenuto il diploma di terza media inferiore, che scende al 7 % per le medie superiori e addirittura al 4 % per il livello universitario. Chi supera gli esami del III anno si dedica alla carriera politica. E il resto? C’è chi ha fatto fortuna in Alabama e chi è diventato navigante in rete, chi s’è sposato con quella tizia bruttina che portava gli occhiali e chi, forse i più, usa la lingua come se fosse un megafono giù si batteria.

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