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Oragiàtt

In italiano si dice orecchiante e potrebbe riferirsi a colui che canta e suona senza conoscere la musica. Esiste una versione allegorica post-moderna che tende a identificare l’oregiàtt con il “cronista d’assalto”, cioè quel giornalista che arriva quasi sempre con un attimo di ritardo sulla notizia, raccoglie qua e là i rimasugli del fatto e poi scrive quel cazzo che gli pare. È quello che succedeva, per esempio, a una nostra vecchia conoscenza, il sedicente Calvo Pepàsh, ai suoi tempi divenuto famoso per la sua innata capacità di prendere fischi per fiaschi (soprattutto fiaschi) e lucciole per lanterne (le prime le cercava nei prati e le seconde alle feste popolari).

Si riferisce anche a chi ha grosse orecchie, in una variante tematica che spazia da quelle del somaro a quelle di Dumbo, l’elefantino volante. Anche in questi casi ricompare il nostro caro personaggio. Fin da piccolo, infatti, ha indossato sovente il cappellaccio somaresco finendo dietro la lavagna; in quanto alla favola inventata da Walt Disney, sono proprio i suoi articoli giornalistici a confermare che le fantasia non gli difettava: ha confezionato più querele di tutti quanti i giornali scandalistici del mondo. Che dire? Orecchiuto, fino in fondo.

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