alternative.jpg

Senza titolo.pngGli capitava con una certa frequenza che i sogni venissero turbati dall’apparizione di belle donne. Le stesse che mezzo secolo prima gli avevano fatto perdere la trebisonda. Sempre identiche ad allora ma che per un significativo calo della vista stentava a riconoscere nonostante ne elencasse i nomi. Le immaginava, soprattutto quelle che s’erano immolate ai desideri reciproci. Al risveglio constatava però che il livello del mercurio era sempre fermo a 30° gradi, anche a Ferragosto. Non parliamo dell’inverno, poiché non è giusto ridere di una persona che piange. Se ne fece una ragione e per aiutarsi tralasciò i piatti pesanti. Solo riso lessato e condito con un filo d’olio, pastina in leggero brodo di gallina, verdure al vapore, tanto che dimagrì in maniera ben visibile. Ma il mercurio rimaneva stabile con tendenza a ulteriori declini.

Irriducibile tabagista della prima ora, si era ridotto a comprare solo pacchetti di sigarette con quello specifico ammonimento: “Il fumo annienta la virilità”. Però una stecca alla volta per i bisogni immediati.

Un amico esperto in “cazziologia”, nell’esaminare il caso con aria da saputello gli suggerì di farsi visitare da un traumatologo; a sentire la sua diagnosi sembrava che si fosse esaurita la spinta propulsiva dell’osso “erettorale”: “Un bel guaio, credimi.”

Il medico, più pacato ma altrettanto distaccato, disse: “Alla sua età è abbastanza normale. L’accumulo dei suoi trascorsi come bevitore di superalcolici e accanito tabagista le hanno fatto perdere la libido.”

Calma e gesso, io non butto via mai niente e da qualche parte ‘sto cazzo di libido ci deve essere. Magari è in cantina.

Il consulto col luminare gli costò un occhio, solo per sentirsi dire: “Usi la fantasia e si trovi qualche sogno alternativo. Si dimentichi di essere stato un seduttore.”

Va bene. Avrebbe imparato a memoria l’elenco telefonico della sua città di residenza. Da subito, però, si rese conto d’aver fatto una cazzata, probabilmente per deformazione professionale o forse per istinto. Infatti in primi venti nominativi della ponderosa rubrica corrispondevano ad altrettanti nomi femminili, dei quali oltre la metà gli ricordavano gli richiamavano alla memoria scenari a dir poco orgiastici. Ritornò dal luminare il quale, dietro parcella valida per l’altro occhio, gli consigliò di cancellarli con un pennarello: “Quando poi le resteranno solo i nomi maschili, si concentri su di essi memorizzandoli e, sulla base delle sensazioni, provi a immaginarli nelle loro consuete attività.” Una cazzata peggio della precedente. Tenendo fermo il numero 20, la metà corrispondeva a mariti cornificati senza nessun rimorso.

Giunto a quel punto di frustrazione e non essendogli rimasti neppur più gli occhi per piangere, decise di ritornare alle origini: dopo tutto le autonome polluzioni notturne, seppur defatiganti, non erano poi così male

Annunci