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La sera della tragedia, un mercoledì, il geometra Rustichelli Goffredo aveva incominciato a bere fin dal tardo pomeriggio passando in rassegna le varie bettole della zona. I bettolieri, interrogati dalla Polizia, sul punto erano concordi: “Da me è arrivato verso le 20,30 e non si reggeva in piedi. Gli ho rifiutato il bicchiere della staffa ed incominciato il casino.” Il geometra, interrogato al proposito, disse di non ricordare niente: non sapeva dire se avesse bevuto “come” o “con” una puttana. Una rapida e successiva verifica stabilì come valida la prima ipotesi: “Le mie ragazze non frequentano simile gentaglia”, disse risoluta Madame Tumiturbi, che dirigeva il più rinomato bordello del circondario.

Aah Rustiche’, mannaggia o cazzo, ci volesse raccontare la sua versione dei fatti?! Ci sono dei testimoni che sostengono che lei stava camminando a gattoni, a gattoni si fa per dire.”

Sono inciampato in un fagotto che era lì in mezzo alla strada…”

Aah Rustiche’, mortacci tua, quel fagotto aveva un nome, Cecco Beppe detto Volkspartai. Ti dice niente?”

Adesso mi ricordo. Stavo bevendo con quel puttaniere…”

Che poi hai ammazzato tagliandogli la gola ed evirandolo”

Bugia. Io ho studiato, sono un geometra, e se decido accoppare qualcuno lo faccio solo con il filo a piombo. Io in questa storia non c’entro.” Ulteriori indagini confermarono che la soluzione del problema si stava aggrovigliando. Bisognava allargare le indagini all’intero circondario. Ricapitolando: il geometra e l’austriaco uscirono dalla bettola alterati l’uno verso l’altro dopo aver fatto volare le sedie. Ma poi? C’era la nebbia e l’ora era piuttosto tarda, quella in cui la gente si mette a tavola e semmai esce per il caffè un poco più tardi. Chi esce per il caffè? Santiddio, tutti, se è mercoledì e c’è la partita alla televisione. Donne comprese, che ne approfittavano per uscire di casa e scambiare quattro chiacchiere con le amiche mentre i mariti ansimavano davanti allo schermo.

Il Questore voleva una soluzione, sennò addio agli avanzamenti di carriera. Puttanazza la zoccola! Forza ragazzi, nomi e cognomi di tutte le donne che accompagnano i mariti, i fidanzati , gli eccetera eccetera. Privilegiate i mercoledì. Un lavoro della madonna, estremamente delicato, a volte anche imbarazzante. Ma alla fine l’elenco venne completato e risultava pari a un’intera divisione militare: circa 10 mila.

Un logorante lavoro di analisi e di logica deduttiva, finché un nome saltò fuori: Myara Puskas, detta l’Ungheresa, convivente con uno qualsiasi ma dal passato luminoso in quanto insorta durante i fatti ungheresi del ’56. Le cronache dell’epoca narrano che lungo le via di Budapest alcuni cadaveri di soldati russi vennero rinvenuti con la gola tagliata e le palle in gola.

La Puskas e l’Austriaco si conoscevano?

Le indagini sono ancora in corso.

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