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Il primo “scoop”

Venne ingaggiato per una tournèe all’estero. Quel malnato di Giuda aveva venduto i diritti d’autore al Circo Barnum assicurando alla compagnia royalties cospicue. In cartellone c’erano pochi miracoli, però di sicuro effetto quali: “Bread&fish” e “The resurrection of Lazarus”. La passeggiata sulle acque si teneva soltanto in località balneari, mentre, data la materia piuttosto scabrosa “the Annunciation” venne vietato ai minori di 18 anni.

Obtorto collo il Boss aveva accettato per rimpinguare le casse, ma a una sola condizione: niente fotografi. Mister Barnum disse ok, ché tanto in un modo o nell’altro le maggiori testate giornalistiche erano già state indottrinate.

Durante “Le petit Tour de France” era prevista una esibizione a Conques, presso la suggestiva chiesa romanica di Sainte-Foy. “Le Monde”, che sapeva, all’apparenza evitò di farsi vedere per non urtare la sensibilità del protagonista. Una mossa apprezzata dal servizio d’ordine guidato da Saimon detto the Stone, che però, venendo dalla Palestina, non era al corrente dei sotterfugi dei transalpini: “Prêter attention aux français” ammonì le chef d’entreprise, già di cattivo umore. Ammonimento inutile.

SussuKandom ne ha la testimonianza. Quello che all’apparenza sembra un “curioso” sbucato come per incanto dalla pietra non è tale: è il progenitore del “free lance” odierno, colui che indaga in equilibrio sul filo rosso che divide l’Inferno dal Paradiso. In altre parole, un bieco “scoopista.

Quando seppe, l’unto montò in furia e condannò lo spione alla staticità eterna sotto il gradino, mentre ai francesi toccò in sorte una sola “grandeur”, quella della bicicletta.

Calvo Pepàsh

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