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Il TAV dovrebbe costare  circa 20 miliardi.

Ad oggi sono stati realizzati lavori per circa 2 miliardi.

A quanto si sappia in caso di interruzione lavori non  sarebbero indicate penali. Gli oneri si limitano al completamento degli appalti finora assegnati.

Poi ognuno dica la sua, ognuno spari cifre e km ed ognuno decida di schierarsi pro o contro.

Io dico che da anni il governo francese ha indicato come non prioritaria la tratta della Lione-Torino ( le Ferrovie francesi Sncf sono in grosse difficoltà, a causa di un debito di quasi 50 miliardi di euro, accumulato anche a forza di realizzare troppe linee per l’alta velocità. Sono stati sospesi diversi  cantieri a causa di alcune segnalazioni della Corte dei Conti francese). La Torino-Lione è il tratto più importante del corridoio 5 che collega Lisbona a Kiev. Il corridoio 5 è stato ideato negli anni ’80 e ad oggi non esiste  (è solo sulla carta).

Risultati immagini per corridoio 5

Il Portogallo ha già rinunciato alla sua tratta (quindi mancherà il tratto iniziale)

Io dico che in Italia servirebbero più soldi per i treni locali che portano i cittadini al lavoro. Poi se ne avanzano facciamo anche l’alta velocità. Il grande nord produttivo in Lombardia si avvale di TreNord che, a detta dei pendolari, pare non sia un mostro in fatto di efficienza.

A Torino sono scese in piazza trentamila persone per dire sì alla TAV.

Io dico che se i no TAV scendessero anch’essi in piazza farebbero la stessa affluenza.


Però i sondaggi danno il M5S in discesa.

Certo, adesso che il governo è giallo-verde. Se però i verdi pensassero di dar vita ad uno strappo, per andare all’incasso, vedrebbero immediatamente diminuire il loro consenso; il cittadino al 60% sostiene questo, e sottolineo questo, governo. In politica chi rompe paga ed i cocci saranno suoi.


In merito a certa stampa, dopo la non condanna del sindaco di Roma, avrei evitato gli insulti.

Posso capire che la Raggi a suo tempo sia stata massacrata, ma la vendetta a colpi di offese ed ingiurie non è mai buona. Piuttosto bisognerebbe sbrigarsi a tagliare i fondi all’editoria. Solo così, alle prossime elezioni politiche, la battaglia potrebbe essere meno impari.

 

Hunter Viniskia

 

 

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