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Ad ogni cittadino dovrebbe spettare un reddito di base (sopravvivenza) indipendente da un salario, poiché esso crea valore anche se non lavora, considerando che non esiste ricchezza in un mondo di morti e perchè ogni cittadino crea moneta con il proprio concedergli un  valore a prescindere che sia lavoratore o meno. Con un reddito di base, elargito come reddito di appartenenza ad una comunità, finirebbero anche  i conflitti lavoratore e padrone. Il lavoro verrebbe accettato perché ha voluto il lavoratore e non perché costretto. Lo so’, per la strategia del dividi et impera, questo sarebbe un problema, ma volete mettere le difficoltà per un imprenditore che dovrebbe assumere lavoratori senza alcuna vocazione ?
E’ quindi un errore concedere un reddito di cittadinanza con l’obbligo di accettare un altro lavoro.Così facendo si toglierebbe valore al concetto di lavoro; così facendo si assocerebbe il termine lavoro a quello di sopravvivenza.

Domande:

Ma, ha ancora senso occupare i cittadini in attività di produzione continua ?

Se non ci fosse più nulla da produrre (cosa già in essere) se i magazzini fossero pieni di merci  per lo più senza possibilità di mercato (cosa già in essere), come potremmo continuare a trovar lavoro ? (Lo stesso discorso può essere applicato al terzo settore, o all’istruzione: abbiamo sempre meno ragazzi in età scolare, serviranno sempre meno insegnanti etc,etc)

Se la disoccupazione divenisse totale, lo stato come dovrebbe rispondere ?

Sarebbe un enorme problema il gestire milioni di soggetti inutili al sistema e affamati, un problema per la massa che all’inizio si combatterà da sola e farà la lotta (tra poveri) col vicino di casa per accaparrarsi l’ultimo bidone della spazzatura (cosa già in essere), ma poi ?

Urge che il sistema stato educhi i propri cittadini ad una nuova concezione di esistenza, fatta di tempo libero e di beni non materiali in un contesto economico che va reinventato in cui il valore dell’essere umano non venga associato solo alla sua capacità di produzione.

Si cominci subito con le nuove generazioni, prima che sia troppo tardi.

 

G.R.Debordi

 

 

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