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Le dichiarazioni di Junker, Moscovici e compagnia danzante, oltre agli articoli minacciosi apparsi sull’ Handelsblatt (quotidiano economico tedesco) in questi giorni, meriterebbero un’indagine della magistratura.

Evocare lo spettro di una nuova Argentina in merito alla situazione finanziaria italiana è assolutamente ridicolo.
Se alle nostre imprese del settore manufatturiero fosse concesso (anche con altra moneta) non dico di competere alla pari con quelle tedesche, ma solo di riprendere il fiato, torneremmo a fargli il “didietro a strisce”, e la Germania lo sa bene.
I tedeschi sanno anche chi li rifornisce di componenti “pregiati” per Audi, BMW e VW. Certo potrebbero andare in Cina ma la loro decantata qualità andrebbe a farsi benedire. Ovviamente però, si  fa finta di nulla.

La tanto efficiente Germania, quella a cui furono condonati i debiti di guerra, quella che sforò il rapporto debito/pil in più di un’occasione, quella che a parole è ambientalista ma poi va a lignite, quella “buonista” che fa pagare agli immigrati, con i mini-job, l’unificazione con la Germania est, dovrebbe starsene quieta e serena, ricordando ogni tanto che, se ha perso praticamente tutte le guerre, un perchè ci sarà.

Siamo sempre alle solite: se avverrà la brexit i mercati crolleranno, se vincerà Trump i mercati crolleranno, ma poi non crolla niente ed i mercati in due mesi, tra una speculazione e l’altra, ne escono sempre rafforzati.

Volete che vi dica la verità ?
Un’uscita dall’euro dell’Italia o della Germania (molto più probabile) porterebbe un apprezzamento del nuovo marco tedesco di circa il 20%, rendendo quindi insostenibile l’unica vera ricchezza tedesca ovvero l’export.
Che interesse può quindi avere la Germania, nel mettere all’angolo la propria gallina dalle uova d’oro, l’unico competitor europeo nelle esportazioni,  l’Italia ? Per molti anni la Germania ha violato quanto previsto nelle indicazioni di buona convivenza in Europa. Ovvero ha esportato più del consentito. I tedeschi tra il 2006 e il 2014 se ne sono “impipati” delle regole europee che prevedono che non si possa generare un saldo positivo (import/export) superiore al 6% del Pil nella media di tre anni.
Eravamo i migliori esportatori di prodotti di qualità (il nostro famoso made in italy) prima dell’inserimento di abominevoli norme europee (che qualche nostro politico ha firmato a sua insaputa).
Questa è la verità.
Dormite pure sonni tranquilli.
Lo spread salirà ancora ma niente panico.
Senza di noi  l’europa non va da nessuna parte; se ce ne andassimo, tempo due anni, torneremmo ad essere sovrani, torneremmo ad essere i migliori e la Germania perderebbe un’altra guerra.

 

Hunter Viniskia

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